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James Blake lascia il tennis commuovendosi davanti al pubblico dell’Arthur Ashe

                 Lacrime di goia e di dolore per l’americano

James Blake si ritira dal tennis professionistico all’età di 33 anni: è stata questa la decisione ufficiale annunciata dal giocatore americano prima dell’inizio degli Us. Open. Blake ha affermato in conferenza stampa americana di abbandonare il tennis non riuscendo a trattenere delle lacrime che lasciavano trapelare un sentimento di profonda gioia e che in fondo non nascondevano anche quei momenti di sofferenza vissuti durante la propria carriera. La sua passione, il tennis, si è rivelata meravigliosa per tutti i successi conseguiti (10 titoli in singolo e 7 in doppio), per ciascun ricordo vissuto sul campo e per ogni attimo di grande lealtà e di nobiltà d’animo che ha caratterizzato a livello umano James Blake e che egli ha nutrito verso gli altri. L’americano ha detto che si sarebbe trattato del suo ultimo grande slam giocato nonchè di un match che avrebbe chiuso il capitolo finale di una carriera durata 15 anni. Ultimo match che poi si è di fatto compiuto per mano di Ivo Karlovic che ha trionfato in 5 set sull’americano.
Dopo aver salutato e ringraziato con affetto e sincerità i supporters, la famiglia e gli amici tra le lacrime e la standing ovation del pubblico dell’Arthur Ashe, adesso Blake continua la propria vita gestendo la Thomas Reynolds Collection, la linea di abbigliamento lanciata e sviluppata dall’ormai ex tennista di Yonkers in collaborazione con i designer della Fila. Blake ha voluto intitolare l’impresa con il nome del padre, in ricordo della sua tragica morte avvenuta nel luglio del 2004 a seguito di una malattia incurabile. Tutti ricorderanno quell’anno tanto strano ed inatteso quanto maledetto per Blake. Prima la rottura del collo quando l’americano, per recuperare una palla corta in allenamento agli Internazionali di Roma nel mese di maggio, sbattè contro il paletto della rete rischiando la paralisi totale e la sedia a rotelle. I medici, per fortuna, operarono con successo Blake scongiurandogli ogni possibile manifestazione di paralisi muscolare. Nel mese di luglio ci fu la perdita improvvisa del padre a causa di un tumore irreversibile; infine un zoster facciale, causato da un periodo di forte tensione emotiva, gli è costato un intervento chirurgico. Dopo questo “medioevo” di eventi che hanno colpito e travolto il povero Blake, arriva finalmente il riscatto nell’anno successivo; la vittoria a New Haven e Stoccolma e un 2006 memorabile in termini di risultati: Blake vince Sydney, Las Vegas, Indianapolis, Bangkok e Stoccolma raggiungendo il suo best ranking alla posizione numero 4 della classifica Atp.

                                                  L’ultimo saluto dal campo

James Blake, se da un lato ha vissuto tanti momenti positivi riuscendo a vincere il più possibile e a giocare un tennis potente, atletico e dinamico, dall’altro lato ha avuto un destino avverso che lo ha costretto a piegarsi per poi rialzarsi con la consapevolezza che sarebbe potuto rimanere su una sedia a rotelle per tutto il resto della propria vita. Pur avendo subito tre interventi chirurgici tra scoliosi, paralisi e zoster e pur avendo perso il padre, ad oggi questo ragazzo ha la straordinaria capacità di sorridere. E quello di James Blake è un sorriso sincero.

Federico Bazan © produzione riservata

Vittoria strepitosa di John Isner su Novak Djokovic nei quarti di finale dell’Atp 1000 di Cincinnati

                            La disfatta del numero 1 del mondo

Una battaglia all’ultimo sangue quella che oggi ha visto opposti il numero 1 del mondo Nole Djokovic e la stella del tennis americano John Isner. Una partita equilibratissima che ha dato adito a giocate fantastiche da parte del tennista di Greensboro. Le bordate al servizio, i dritti vincenti, un gioco a rete inedito considerate la stazza e la mole dell’americano hanno permesso ad Isner di vincere un match difficile. Djokovic ha lottato come ha potuto correndo da una parte all’altra del campo e facendo spaccate su ogni palla; ma ciò non è bastato per portare il risultato a casa. Il serbo perde il primo set 7-6 al tie break, nel quale Isner, merito di una resa al servizio devastante, è riuscito ad avere la meglio. Il secondo parziale si apre con un game infinito dove il gigante di Greensboro non è riuscito a sfruttare diverse palle game offertegli dal suo avversario. Il primo gioco del secondo set, oltre ad esser durato molto, è stato così lottato a tal punto che Isner sembrava aver perso il fiato e la lucidità. Il secondo set se lo aggiudica Nole per 6-3, grazie ad un gioco più regolare del primo parziale e complice anche di un Isner in evidente calo psico-fisico.

L’esultanza di Big John dopo il match contro Nole Djokovic

Il terzo e decisivo parziale è l’identica copia del primo set. Il tennista statunitense risale in cattedra mettendo a segno prime palle di servizio a 220 km/h e seconde palle tutt’altro che tenere. Djokovic, noto per essere uno dei migliori ribattitori e difensori del circuito insieme ad Andy Murray, era inerme di fronte all’artiglieria del giocatore americano. Questo aspetto è stato determinante nell’economia del match perchè il serbo, essendo più forte in fase di risposta piuttosto che al servizio, ha dovuto quasi sempre faticare per tenere il proprio turno di battuta ed ha subito così il gioco di Isner.
Alla fine la spunta il gigante di Greensboro per 7-5 al terzo set. Djokovic, stringe con sportività la mano al proprio avversario, sebbene con un pizzico di rammarico e di rabbia per l’esito finale del match. Domani John Isner affronterà un ispiratissimo Juan Martin Del Potro che ha liquidato il russo Dmitrij Tursonov in tre set.

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Finale dell’Atp 250 di Umago

                                                      Panoramica dello stadio Stella Maris di Umago

Niente da fare per Fabio Fognini che ha sfiorato “la tripletta” nel torneo di Umago perdendo per 6-0 6-3 contro lo spagnolo Tommy Robredo.
Mese di luglio memorabile per il tennis italiano: Fognini scala la classifica e, issandosi dalla posizione numero 31 alla 19, entra così nei top 20; il ligure supera Andreas Seppi divenendo il miglior giocatore azzurro del momento e risultando il migliore tennista italiano nella storia alle spalle di Adriano Panatta, Corrado Barazzuti e Paolo Bertolucci in termini di best ranking.
Dopo aver vinto Stoccarda ed Amburgo, Fognini ha disputato un’ottima prova nell’ultimo torneo sulla terra battuta che si svolge ogni anno ad Umago, città della Croazia e che precede il lungo tour sul cemento americano.
La corsa di risultati del nostro azzurro si è fermata in finale per mano di Tommy Robredo, classe 82, giocatore valido ed esperto specialmente sul rosso, come del resto tutti gli spagnoli.
Primo set vola via in un men che non si dica: 6-0 in favore dell’iberico. Fognini non ha mai dato l’impressione di entrare in partita commettendo tanti errori gratuiti, mettendo in campo molte seconde di servizio e giocando spesso di rimessa e mai in attacco. Secondo set più combattuto ma il gioco di Fabio è risultato inefficace ed insufficiente di fronte ad un Robredo estremamente solido da fondo campo e tecnicamente aggressivo.

                                 La gioia di Tommy Robredo a fine match

Molti tifosi azzurri hanno desiderato “la tripletta” viste le prestazioni incredibili di Fognini nei tornei precedenti dove il ligure ha trionfato giocando un grandissimo tennis nel giro di due settimane. Niente da fare stavolta; Fabio ha giocato la quattordicesima partita consecutiva ed è entrato in campo visibilmente provato e stanco. La semifinale giocata ieri con Monfils è stata molto dura a livello fisico ma soprattutto a livello mentale. Fognini conduceva il match per 6-0 3-6 5-0 quando un imprevedibile Monfils ha rimontato l’impossibile riagganciando il proprio avversario sul 5-5 e trascinandolo al tie-break. Alla fine, con un colpo di reni e anche grazie ad un po’ di fortuna, il ligure è riuscito a portarsi a casa il match.
Quest’oggi Fabio ha pagato molto la tensione evolutiva e la stanchezza di tutti i tornei giocati e le partite accumulate; Robredo, atleticamente più fresco e più lucido rispetto al ligure, ha vinto senza troppe difficoltà con lo score finale di 6-0 6-3 in meno di un’ora e mezza di gioco.
A fine partita i ringraziamenti, curiosamente in lingua italiana, da parte di Fabio rivolti al proprio angolo ed ai molti tifosi italiani presenti ad Umago e quelli di un Tommy Robredo molto emozionato a seguito della vittoria conseguita.

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Fabio Fognini vince il torneo Atp 500 di Amburgo

All’esordio le lezioni impartite ai terraioli nativi Albert Ramos e Marcel Granollers; nei quarti la seconda ed immediata vittoria ai danni del numero 1 di Germania Tommy Haas; in semifinale il trionfo agevole nei confronti di Nicolas Almagro, giocatore attualmente più forte sulla terra battuta alle spalle di Rafael Nadal e David Ferrer nelle file dei talenti iberici; in finale la superiorità ai danni della rivelazione inaspettata del torneo: Federico Del Bonis. E’ stata questa l’inarrestabile corsa di risultati positivi percorsa da Fabio Fognini durante la settimana del torneo Atp 500 di Amburgo.
Il tennista di Sanremo ha sconfitto nell’atto conclusivo la giovane promessa del tennis albiceleste Federico Del Bonis con lo score di 4-6 7-6 6-2 in una battaglia all’ultimo sangue durata 2 ore e 28 minuti di gioco.
E’ successo di tutto in questo incontro, a partire dalle corde instabili della racchetta di Fabio che hanno costretto il ligure a cambiare spesso e volentieri il proprio attrezzo. Il primo set se lo è aggiudicato l’argentino per 6-4 grazie ad un gioco concreto, offensivo, a prime palle di servizio consistenti e a causa di qualche errore di troppo del tennista azzurro. Durante il secondo parziale è avvenuto un episodio che avrebbe potenzialmente condizionato l’economia del match visto che Fabio si trovava in una situazione di svantaggio nel punteggio ed è stato chiamato un warning dal supervisor per una presunta ma inesistente perdita di tempo del ligure mentre questi sostituiva la racchetta. Nel secondo set Del Bonis ha avuto un break point a propria disposizione sull’1-1 e Fabio, accecato in quell’istante dalla rabbia e dalla frustrazione per aver subito un rimprovero inspiegabile da parte degli arbitri, è uscito estemporaneamente con la testa dal match facendosi breakkare ed iniziando a macinare errori gratuiti. Sembrava una partita persa, buttata al vento a tal punto che Fabio, sul 4-1 per Del Bonis, ha dato segnali di cedimento parlando con se stesso e urlando in tono rassegnato: “Bravo lui, che ti devo dire!? “.
Malgrado l’accaduto Fognini, rientrato in campo sul 4-1 e servizio, è rimasto concentrato, ha innalzato il proprio livello di gioco riprendendo l’impossibile e l’inimmaginabile di fronte alle bordate dell’argentino e colpendo l’avversario a suon di accelerazioni nei momenti opportuni. Del Bonis ha dovuto fare i conti con l’inesperienza di arrivare in una finale così prestigiosa e soprattutto con l’impreparazione fisica per affrontare un match così lungo dopo aver giocato 3 e mezza contro Fernando Verdasco ai quarti ed aver battuto Roger Federer in semifinale.
Fabio è rinato con grande maturità e grinta dimostrando di poter ribaltare una partita che stava perdendo per 6-4 4-1. Il ligure ne è uscito a testa alta con autorità riuscendo a trascinare l’argentino al tie-break.
Incredibile ma vero, nel tie-break Federico Del Bonis sul primo match point sbaglia un serve and volley a un passo dalla rete e con Fognini completamente spiazzato. Siamo 7-7.

      L’andamento del match riassunto attraverso i volti dei due giocatori

Secondo match point per l’argentino sull’8-7 ma Fognini lo annulla tirando un accelerazione di dritto e guadagnando la rete: 8-8. Serve Del Bonis il quale, preso dalla foga del momento, tira un dritto violentissimo mirando alla parte di campo scoperta dal ligure ma la palla viene deviata dal nastro; 9-8 per Fabio. Set point e Fognini pone fine ad una striscia positiva di risultati del suo rivale. Si decide tutto nel terzo e decisivo parziale.
Del Bonis, stanco, provato ed incredulo rinuncia ad esprimere il suo miglior tennis subendo la risalita incredibile di Fognini che era ad un passo dal baratro ma che, grazie ad una grande reazione avvenuta nel secondo set, riesce a prevalere sull’argentino. Terzo parziale a senso unico: Fabio cancella il passato, gioca al meglio il presente e vince comodamente il terzo set.
A fine match l’urlo liberatorio del ligure e l’abbraccio con il suo coach Josè Perlas.

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Mese di luglio da incorniciare per Fabio Fognini: il ligure approda in semifinale nel torneo Atp 500 di Amburgo

                                                                                                          German Open Hamburg

Stesso avversario, stessa superficie, stessa Nazione, stesso punteggio. Nel torneo Atp 500 di Amburgo Fabio Fognini impartisce la seconda severa lezione nei confronti di Tommy Haas con il medesimo punteggio della settimana precedente nel torneo Atp 250 di Stoccarda: 6-2 6-4 in meno di due ore di gioco. Si è trattato del secondo scontro diretto avvenuto nel giro di una settimana tra i due tennisti, una partita che ha offerto ad Haas la possibilità di prendersi la rivincita nei confronti del tennista azzurro. Un match sulla carta favorevole al tedesco, agevolato potenzialmente dal fatto che giocasse in casa e che fosse superiore al ligure in termini di classifica. Nonostante ciò, Fabio Fognini non si è lasciato impensierire dai dettagli e dall’avversario, ha giocato un gran tennis anche stavolta. Mai rinunciatario il gioco di Fabio; quando ne ha avuto le chance, ha sempre preso il comando delle operazioni impedendo a Tommy Haas di esprimere il suo miglior tennis. Fabio è risultato per la seconda volta “la bestia nera” del bavarese, il quale si è innervosito con se stesso in più circostanze per non esser riuscito ad opporre alcuna resistenza nei confronti del suo avversario. Tecnicamente Haas è un giocatore che gioca un tennis pulito, improntato all’attacco, basato sul rischio considerato lo scarso uso delle rotazioni ed è un tennista che da il meglio giocando da fermo. Quest’ultimo aspetto è stato determinante nell’economia del match perchè Fognini, capendo le difficoltà di Haas nel giocare e nel tentare di comandare lo scambio in movimento, ha lavorato ai fianchi in maniera perfetta il proprio avversario, costringendolo a colpire la palla in equilibrio precario o in corsa. Fabio è stato bravo tecnicamente ma soprattutto molto intelligente nelle scelte tattiche; infatti lo stesso Haas, nel secondo set, è stato costretto a variare il suo gioco cercando con difficoltà di adattarsi al tennis aggressivo, veloce e dinamico di Fabio. Il ligure ha trovato la chiave di volta del match in quanto ha costretto Tommy Haas a rispondere lontano dalla linea di fondo campo e obbligandolo a giocare di ritmo sul palleggio; Haas è un giocatore che non ama, di fatto, scambiare tanto da fondo bensì preferisce chiudere il punto ricorrendo alla velocità di braccio.
Ottima la solidità del giocatore di Sanremo, ma ancor più eccellente la scelta di colpire nel modo giusto ogni singola palla. Oggi Fabio si è servito dei propri mezzi sapendo come colpire e dove punire il proprio avversario. Impeccabile il gioco solido da fondo, ottime le variazioni di ritmo, efficace il gioco a rete e di volo… meglio di così non poteva fare.
Domani affronterà nella prima semifinale, situata nella parte bassa del tabellone, il tennista iberico Nicolas Almagro; in quella alta, invece, si disputerà il primo scontro diretto tra il campione di Basilea Roger Federer e il giocatore argentino Federico Del Bonis.

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Roberta Vinci, nuova regina di Palermo

                                       Roberta vince gli Internazionali femminili di Palermo

Finale attesissima quella che oggi ha visto opposte una delle coppie più forti al mondo di doppio, vale a dire Sara Errani e Roberta Vinci negli Internazionali Femminili di Palermo. 5 a 2 i precedenti in favore della romagnola.
Partita molto lottata, grande livello di adrenalina e di agonismo tra le due azzurre che hanno dato il massimo per cercare di intrattenere il pubblico attraverso le proprie giocate. Accelerazioni, colpi carichi di spin, rovesci in back, palle corte, lob, volèe stoppate, smash, insomma… un alto livello di gioco, un tennis completo e variegato, un derby tra due lottatrici e anche tra due grandi amiche. Il primo set se lo è aggiudicato la tarantina con il punteggio di 6-3. Ottime risposte da parte di Roberta che ha spesso preso l’iniziativa aggredendo la seconda palla di servizio della romagnola. Sara ha interpretato egregiamente l’andamento del secondo parziale spuntandola per 6-3, agevolata in parte da un calo fisico e mentale di Roberta che non è riuscita ad attaccare e a muovere la propria avversaria. Nel terzo e decisivo set ha prevalso la tarantina che si è imposta a sua volta per 6-3, di fronte ad una Errani fallosa e anche leggermente nervosa. Il match si è concluso dopo più di due ore di gioco con lo score finale di 6-3 3-6 6-3 in favore della giocatrice pugliese.
A fine match la Vinci ha così affermato di fronte al pubblico ed alle telecamere: << sono contenta perché sognavo questo momento da tanto; vivendo qui a Palermo ed allenandomi in questo circolo ci tenevo molto a vincere finalmente il titolo. Sono felice di aver affrontato Sara, che non è solo una grande amica ma è una delle più forti giocatrici sulla terra rossa. Batterla è stata durissima >>. Si è concluso con l’elogio sincero e devoto di Roberta Vinci l’ultimo atto degli Internazionali Femminili di Palermo che hanno regalato al pubblico azzurro una settimana meravigliosa di tennis grazie anche ad un derby Errani-Vinci tanto atteso e alla fine avverato.

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Fabio Fognini vince il suo primo torneo a livello Atp

Oggi è un grande giorno per il tennis italiano: Fabio Fognini solleva al cielo il suo primo trofeo in un torneo Atp e conferma di poter competere con i migliori tennisti al mondo, dapprima battendo Tommy Haas in semifinale, in seguito liquidando Philippe Kohlschreiber nell’atto conclusivo del torneo di Stoccarda.

                                    Fogna con la sua nuova Mercedes

E’ stata meravigliosa la settimana trascorsa da Fabio, resa impeccabile da un gioco estremamente solido e concreto che ha fatto gioire gli italiani e ha lasciato di stucco il pubblico tedesco di fronte ai propri beniamini. Quest’oggi la finale si è disputata alle ore 16.00 in una giornata di sole, molto calda sia in termini di atmosfera sia di tifo. Tutto lo stadio sosteneva a gran voce Kohlschreiber ma nonostante ciò Fognini è sempre rimasto proiettato nel match evitando distrazioni e reclami di ogni tipo. Il primo set si è concluso per 7-5 in favore del tennista bavarese. Sul 6-5, Fabio non è riuscito a tenere il proprio turno di battuta a causa di un errore di dritto e dopo aver tentato un serve and volley piuttosto azzardato sul set point per il tedesco. Il secondo set è andato per il verso giusto grazie ad un immediato break ottenuto dal ligure e ad un rendimento costante in tutto il parziale; 6-4 per Fabio.
Si decide tutto al terzo set e Fognini sembra essere in completo possesso delle operazioni sul 4-1. Malgrado un piccolo calo di concentrazione del giocatore azzurro ed un gioco più offensivo di Kohlschreiber che consentono al tedesco di accorciare le distanze ed issarsi sul 4-3, Fognini non si disunisce e tiene il servizio per due volte in maniera autoritaria. Il terzo parziale si conclude con lo score di 6-4 in favore del tennista di Sanremo.
Nel torneo di Stuttgart Fabio ha dimostrato di essere un giocatore tecnicamente superiore e mentalmente maturato. Il ligure ha interpretato in modo straordinario il suo gioco adottando schemi offensivi ove era quasi sempre lui a prendere il comando dello scambio riuscendo a guadagnare spesso la rete. La solidità è un aspetto importantissimo del gioco di Fabio. Con il rovescio difende pur tenendo una discreta profondità di palla; con il dritto, il cui movimento di braccio è molto veloce, attacca e si procura lo spazio vuoto dove poter punire il proprio avversario.
Sotto il profilo psicologico, se prima non di rado si vedeva un Fognini sbuffare e spazientirsi con tanto di urla e racchette a terra, adesso non si assiste a niente di tutto questo. Infatti per tutto l’arco del torneo il ligure ha sempre tenuto i nervi saldi comandando con aggressività e caparbietà tutti gli scambi, dal primo all’ultimo. Il coraggio, la tenacia, la concentrazione e soprattutto un grande cuore sono state le chiavi di volta che hanno reso Fabio vincitore.
A fine match Fognini ha voluto innanzitutto fare gli auguri di buon compleanno alla propria fidanzata, dopodichè passare ai ringraziamenti rivolti al coach, allo staff, agli organizzatori del torneo e ad il pubblico di Stoccarda. In palio per Fognini 75.000 mila euro di montepremi e una Mercedes A 45.

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Fabio Fognini superlativo: supera il beniamino di casa Tommy Haas nell’Atp 250 di Stoccarda

         Il tedesco in difficoltà contro il nostro Fabio

Si è svolto quest’oggi il quarto di finale dell’Atp 250 di Stuttgart tra il nostro Fabio Fognini e il padrone di casa Tommy Haas in un match entusiasmante disputato dal tennista ligure. Fabio ha giocato come meglio non avrebbe potuto grazie ad una solidità e ad una concentrazione mai viste prima. Il tennista tedesco si è trovato più volte a ricorrere ai ripari di fronte alle bordate del suo avversario e a dover fare i chilometri per tenere a bada l’impeto del ligure; il nostro azzurro ha quasi sempre preso l’iniziativa comandando in maniera esemplare gli scambi da fondo campo. La concentrazione, la solidità e l’anticipo sulla palla sono state le armi grazie alle quali quest’oggi Fognini ha prevalso con grande autorità ed efficacia nei confronti di Tommy Haas, il quale non sapeva davvero cosa fare se non ricorrere ad un timido back difensivo o ad un gioco basato su recuperi disperati in corsa.
Fabio Fognini ha interpretato l’incontro nel modo migliore riducendo notevolmente gli errori gratuiti ed eliminando totalmente qualsiasi forma di distrazione, problema che in più circostanze della sua carriera lo ha tradito; dall’altro lato della rete, Tommy Haas, oltre ad aver espresso un gioco non irresistibile, ha commesso tanti errori con i fondamentali… errori piuttosto inaspettati da un giocatore esperto e di levatura come il tedesco.

           L’esultanza liberatoria di Fabio Fognini dopo la vittoria contro Tommy Haas

L’incontro ha dato adito a giocate sensazionali del nostro Fabio che si è espresso alla perfezione sia in termini di velocità grazie ad ottime accellerazioni che hanno lasciato di stucco Haas, sia grazie ad un tocco da manuale nei pressi della rete.
Su ogni punto ottenuto dal ligure è interessante sottolineare come il pubblico tedesco rimanesse nel più lungo e tormentato silenzio, un po’ perchè incredulo nel vedere il proprio beniamino così tanto in difficoltà, un po’ perchè non si aspettavano una lezione così severa impartita da Fabio nei confronti del campione bavarese.

Oggi, dunque, è un giorno nel quale probabilmente noi italiani appassionati di tennis dovremmo brindare rendendo omaggio ai progressi e ad i passi da gigante realizzati dal nostro tennista azzurro che è sempre stato lodato per le capacità tecniche ma spesso condannato ingiustamente per i problemi legati al fattore emotivo. Solo alcuni di noi non ha fatto altro che sperare nel momento in cui un giocatore così talentuoso come Fognini desse una risposta di quel che egli vale veramente. Oggi Fabio ha cercato di mandare un messaggio positivo a tutti i tifosi azzurri battendo con lo score finale di 6-2 6-4 Tommy Haas e dimostrando così di ribaltare anche i pronostici apparentemente più scontati.

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Finali Wimbledon 7/07/13

Quello di Wimbledon è sembrato più un interminabile film horror che una settimana di tennis…
Quest’anno la prematura uscita di scena dei migliori giocatori al mondo ha suscitato grande scalpore e incredibili sorprese tra gli appassionati di tennis: la sconfitta all’esordio di Rafa Nadal contro Steve Darcis; l’infortunio di Vika Azarenka e l’uscita al primo turno contro Maria João Köhler (numero 191 della classifica Wta); la disfatta della tigre siberiana Maria Sharapova accentuata da alcune cadute sul rettangolo di gioco; l’eliminazione inimmaginabile di Roger Federer al secondo turno; infine l’uscita di scena di Serena Williams agli ottavi.

                       Sogno diventato realtà per la Bartoli

In pochi si aspettavano e auspicavano che una Marion Bartoli potesse arrivare in finale nel torneo più prestigioso della storia del tennis… eppure la tennista francese ha macinato vittorie su vittorie riuscendo ad aggiudicarsi la finale contro la tedesca Sabine Lisicki. L’ultimo atto del torneo inglese si è svolto sabato 6 luglio nel primo pomeriggio. La Bartoli è entrata in campo molto decisa, pochi errori, ottima resa al servizio e gran numero di vincenti. La Lisicki, al contrario, molto tesa, non è riuscita a gestire l’emozione e ha subito l’aggressività di una Bartoli davvero sorprendente. Il primo set si è concluso rapidamente con il punteggio di 6-1 in favore della tennista transalpina. Nel secondo set la Bartoli, ancor più convinta e determinata, ha preso il largo nel punteggio contro una Lisicki sempre più sofferente e, a sprazzi, in lacrime per la tensione. La giovane ventitrenne di Troisdorf, durante il secondo parziale, si è assentata dal campo vistosamente preoccupata ma è rientrata più tardi non appena le lacrime sembravano essere passate. Quando la Bartoli si era portata sul 5-1, la Lisicki ha recuperato una situazione molto delicata riuscendo ad issarsi sul 5-4.

    Lacrime di tensione evolutiva della Lisicki

La fatica e il sacrificio di rientrare in partita non hanno tuttavia pagato il rendimento della tedesca che ha ceduto alla sua avversaria con lo score finale di 6-1 6-4. La Bartoli, incredula a fine partita, ha così alzato al cielo per la prima volta in carriera un trofeo del Grande Slam tra le foto ed i freddi applausi del pubblico londinese.

In campo maschile la finale, stavolta più attesa e sperata dai supporters britannici, è stata quella che ha visto opposti il padrone di casa Andy Murray, numero due del seeding, contro il numero uno del mondo Nole Djokovic. Il giocatore di Dunblane è riuscito ad arrivare per la seconda volta in carriera nella finale di Wimbledon. L’anno prima era stato Roger Federer a trionfare nei confronti dello scozzese; quest’anno però Andy Murray è riuscito ad affermarsi per la prima volta nel torneo di casa, aggiungendo al bottino di vittorie, il secondo titolo in un Grande Slam dopo quello di Flushing Meawdos archiviato nel 2012.
Si direbbe dallo score una partita a senso unico sebbene la durata effettiva del gioco racconti tutt’altro. La partita, svoltasi a Londra in un pomeriggio di splendido sole, si è conclusa dopo circa 3 ore e mezza con il punteggio finale di 6-4 7-5 6-4 in favore di Andy Murray.

E’ stata una finale difficile per Novak Djokovic il quale, pur lottando come un leone per aggiudicarsi la semifinale contro Juan Martin Del Potro durata più di 4 ore e mezza, ha avuto torto nei confronti del tennista di Dunblane. Un Djokovic visibilmente provato ha comunque cercato di dare il massimo provando a comandare gli scambi da fondo campo ma, spesso, incappando nell’errore, merito peraltro di una difesa impeccabile del suo avversario che correva come una lepre da una parte all’altra del campo.
Lo scozzese non dava quasi mai punti di riferimento al serbo grazie ad un gioco di gambe straordinario, di recuperi profondi ed angolati e di prime di servizio consistenti. Djokovic, in parte anche nervoso, ha provato nel terzo set a portarsi in vantaggio. Era sotto 2-0 ma è riuscito con grande autorità a prevalere nei seguenti quattro game di servizio e si è issato sul 4-2. Murray, però, non si è dato per vinto e, superato il serbo per 5-4, ha servito per il match tremando dall’emozione in un game rocambolesco dove sul 40 a 0 si è fatto recuperare e ha rischiato di farsi breakkare sul più bello. Lo scozzese, nonostante la pressione del momento, ha tenuto i nervi saldi sul match point e, dopo aver annullato 2 palle break, è andato ad abbracciare il suo angolo tra le ovazioni del supporters britannici.
Definitela come volete quest’edizione di Wimbledon: strana, inedita, sfortunata, assurda, surrealista… sta di fatto che oggi Andy Murray ha scritto un pezzo di storia sportiva risultando il primo inglese dopo Fred Perry a sollevare a distanza di 77 anni il trofeo del torneo di casa… e che trofeo!

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La maledizione dei big nel torneo di Wimbledon 2013

                                          L’infortunio di Vika

Segnali allertanti per i big del tennis che hanno avuto un esordio negativo ed inedito nel prestigioso torneo inglese.
In campo femminile Victoria Azarenka, attuale numero 2 del mondo, ha dato forfait dopo la vittoria al primo turno contro la portoghese Kohler a causa di una caduta violenta sul campo che si è riversata in pieno sul ginocchio della bielorussa. La povera Vika è stata costretta a ritirarsi e a rinunciare così alla grande occasione di potersi portare avanti in un torneo che sarebbe stato probabilmente alla sua portata fino alle semifinali.
Azarenka sventurata, Sharapova irriconoscibile… la russa ha perso al primo turno con il punteggio netto di 6-3 6-4 contro la giovane portoghese Michelle Larcher de Brito, numero 131 del ranking Wta. Masha non ha mai dato l’impressione di entrare in partita commettendo errori banali per una campionessa come lei e subendo il gioco della propria avversaria.

             La disperazione di Nadal di fronte ala grinta di Darcis

In campo maschile Rafa Nadal, per la seconda volta in carriera, cede al primo turno contro un giocatore sulla carta apparentemente abbordabile. L’anno scorso il maiorchino fu estromesso dal tennista ceco Lukáš Rosol dopo un match estremamente lottato con il punteggio di 6-7, 6-4, 6-4, 2-6, 6-4; quest’anno è stata la volta del belga Steve Darcis che si è imposto nei confronti del pluricampione iberico addirittura in tre set. Nonostante l’amaro in bocca per la sconfitta, Nadal non si è abbattuto ne tanto meno meravigliato dichiarando in conferenza stampa che questo è lo sport e che può succedere a chiunque di avere la giornata “no”; ha fatto intuire ai giornalisti che anche lui, pur essendo Principe delle Asturie per capacità e talento nello sport mondiale, può peccare una tantum nei risultati. E’ risaputo, aldilà di questo, che la superficie migliore di Rafa sia la terra battuta e infatti lo spagnolo ha affermato che dopo la vittoria al Roland Garros non era al top delle condizioni avendo giocato tante partite sulla terra; inoltre non ha disputato nessun torneo preparatorio in vista di Wimbledon come il Gerry Weber Open o il Queen’s ed è arrivato a Londra scarico ed impreparato. Solo 5 giorni di allenamento a Londra per Rafa, dopo un anno che non toccava l’erba con le proprie scarpe…

                       Momento buio per The King of Grass

Il malcapitato più inedito in assoluto è stato colui che questo torneo l’ha vinto per 7 volte in carriera e cioè sua maestà Roger Federer. A condannare al secondo turno lo svizzero ci ha pensato l’ucraino Sergiy Stakhovsky, numero 116 del mondo, cha ha trionfato per 6-7 7-6 7-5 7-6 in 3 ore di gioco.
Un risultato davvero inaspettato da parte dell’elvetico che si espresso tutt’altro che bene questa volta ma non dimentichiamoci che anche lui come Rafa, per quanto possa vincere, è un essere umano e può avere i suoi momenti di vulnerabilità.
Sembra esser stata una maledizione collettiva quella che ha punito i migliori tennisti al mondo in questa edizione di Wimbledon, eppure, malgrado gli ostacoli presentatisi, Rafa, Roger, Victoria e Maria hanno rilasciato interviste positive, con un sorriso stavolta amaro e sofferto, ma con una gran voglia di rivalsa e di conquista.

Federico Bazan © produzione riservata