In questo periodo storico, molti Maestri di tennis non percepiscono uno stipendio perché impossibilitati ad esercitare la propria attività. Trattandosi di liberi professionisti, ovvero di persone che guadagnano in base alla domanda di lavoro (tramite lezioni, scuole tennis e centri estivi), lo Stato non può assicurare loro un sostentamento economico: per i più fortunati, che hanno dei soldi da parte, in qualche modo si tira avanti; ma per tutti coloro che non hanno altro di che vivere se non di tennis, si fa fatica ad arrivare alla fine del mese.
In un quadro economico complicato, dove si estende prepotentemente una disoccupazione forzata a causa della pandemia, a metterci la faccia per chiedere la riapertura del mondo didattico del tennis, è Laura Golarsa, ex numero 39 della classifica mondiale WTA, nonché attuale Direttrice dell’Accademia che porta il suo nome: la Golarsa Tennis Academy, con sede a Milano.
In un video, postato sulla propria pagina Facebook, l’attuale commentatrice di Sky Sport scende in campo per denunciare una situazione di precarietà che incide negativamente sulla vita economica dei Maestri di tennis, oltre a penalizzare intere figure professionali legate al mondo dello sport: i fisioterapisti dei giocatori, gli staff tecnici e le stesse Società Sportive che, da marzo a questa parte, non ricevono più introiti per mancanza di iscrizioni o “congelamento” degli abbonamenti dei soci. Intere macchine economiche ferme e abbandonate a se stesse.
Laura Golarsa afferma: “Abbiamo 700 metri di campo per far giocare quattro bambini della scuola. Il Maestro fa lezione a due sul campo, allora io non vedo perché il tennis non debba riaprire, soprattutto con delle regole, con delle responsabilità che ci dobbiamo assumere noi gestori, insegnanti e i clienti che vogliono venire a giocare”.
Il suo appello non è solo una questione di diritto, ma nasce dall’esigenza di avere delle risposte da parte del Governo, circa la riapertura delle attività sportive. In un primo momento, il 18 maggio era la data preannunciata per la ripresa del tennis nei circoli sportivi di tutta Italia, o almeno così sembrava. Ma, stando alle fonti della Federazione Italiana Tennis, il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, avrebbe posticipato l’apertura dei centri sportivi al 25 maggio o, nella migliore delle ipotesi, entro quella data. Non è tuttavia ancora chiaro in quali Regioni si possa riprendere, in quali no. E, intanto, i Maestri di tennis sono ancora senza lavoro.
L’ex tennista italiana continua il suo appello, dicendo: “Ci dovete dare la possibilità di riaprire perché il mondo dello sport è il mondo del lavoro. Noi dovevamo aprire 15 giorni fa, non abbiamo aperto e adesso sembra che non apriamo neanche lunedì. Io chiedo: questi Maestri cosa fanno? Non mangiano? Le strutture cosa fanno? Falliscono perché i corsi sono finiti? Tutto questo sarebbe evitabile con una gestione organizzata per settori”.
Le considerazioni di Laura Golarsa sono, in realtà, le parole di molti istruttori in difficoltà economica. E la Direttrice dell’Accademia se ne fa portavoce, dando l’idea di credere fortemente in una giusta causa, a tutela del mondo del tennis. Bisognerebbe, quanto meno, riconoscerne l’impegno durante il momento storico che stiamo vivendo.
Come sostiene la nostra ex giocatrice azzurra, il Coronavirus segna un immobilismo dell’economia indiscutibile, ma non si può rimanere immobili per sempre.
Fonti di foto e video: pagina Facebook di Laura Golarsa.
Federico Bazan © produzione riservata


Il tennista romano, nato e cresciuto al Circolo Canottieri Aniene di Roma, si ritrova, nel giro di un anno, dal disputare tornei Futures e Challenger, a prendere parte al circuito maggiore: quel tanto atteso exploit su cui il tennis italiano puntava, si è avverato nel migliore dei modi, grazie al primo successo ATP in carriera di Berrettini a Gstaad, dove il tennista nostrano si è imposto, nell’ultimo atto del torneo svizzero, per 7-6, 6-4 contro lo spagnolo Roberto Bautista Agut, numero 17 del ranking. Finalmente, dopo diversi infortuni patiti in passato, Berrettini avrà la possibilità di affermarsi nel circuito ATP ed essere, insieme a Fognini e Cecchinato, il terzo grande protagonista del tennis italiano, anche in chiave Coppa Davis.
romano, il quale dispone di un servizio molto potente che raggiunge e supera punte di 200 km/h, un fondamentale con il quale Berrettini mette a referto tanti ace a partita; oltre a quello, il tennista romano ha un dritto a chiudere efficace, colpo con cui ottiene punti importanti, sia nei turni di servizio, sia in risposta; non male, inoltre, il gioco di volo, che Berrettini, ogni tanto, ha messo efficacemente in mostra nella finale contro il tennista iberico.
Entrambi teste di serie numero tre del proprio tabellone, Fognini e Cecchinato hanno espresso un livello di gioco che ha consentito loro di imporsi in finale contro avversari non facili da superare. Il tennista di Arma di Taggia ha incontrato Fernando Verdasco e Richard Gasquet, rispettivamente nella semifinale e nella finale del torneo svedese; due ex top ten, il cui best ranking è stato per entrambi di numero 7 e che, stando alle statistiche, vantano un bilancio positivo nei tornei 250 vinti: Verdasco ha conquistato 6 tornei ATP 250 su 7; Gasquet, su 15 tornei ATP 250, li ha vinti tutti e 15. Dati che rafforzano l’impresa compiuta da Fognini contro due avversari esperti, un successo che permette al numero uno del tennis italiano di:
Garros, ha vinto il Croatia Open di Umago, liquidando un avversario ostico nell’ultimo atto del torneo: l’argentino Guido Pella, giocatore mancino, dotato di accelerazioni insidiose e di una buona mano nei pressi della rete.

Non accadeva dal 1978 che un tennista italiano arrivasse in semifinale al Roland Garros: l’ultimo a riuscirci fu Corrado Barazzutti. Mentre, a vincerlo, vi furono solamente Nicola Pietrangeli nel 1959 e 1960 e Adriano Panatta nel 1976.

Nel match di addio al tennis, giocato contro la tennista serba Aleksandra Krunić, la Vinci ha espresso il suo gioco gentile e garbato, quel tennis a cui ci ha sempre abituati e che mancherà a tutti gli appassionati: un rovescio in back delizioso, quasi impossibile da trovare in circolazione tra le giocatrici odierne; un gioco di volo e una padronanza nel tocco uniche, che solo la Vinci e poche altre elette vantano nel circuito WTA; una delle pochissime, se non la sola, ad andare serve and volley; insomma, un tennis di grazia, adattabile tanto al singolare, quanto al doppio. E i risultati ottenuti in carriera ne sono la prova.
Quando Fabio Fognini, a Montecarlo, in un momento di frustrazione,