Il ritiro commovente di Roberta Vinci: la tarantina lascia il tennis davanti ad uno stadio Pietrangeli gremito

Solo applausi e lacrime di commozione per il ritiro di Roberta Vinci nell’ultimo match della carriera, disputato volutamente dalla tennista di Taranto agli Internazionali Bnl d’Italia, davanti ad uno stadio Pietrangeli stracolmo di spettatori. La ex numero 7 del mondo comunica il ritiro ufficiale dal circuito WTA, al termine di una carriera strepitosa per una tennista del suo spessore e per tutto il movimento tennis italiano. La Vinci, infatti, verrà ricordata per le vittorie straordinarie in Fed Cup, competizione vinta in quattro occasioni dalla tarantina, in squadra con le migliori giocatrici italiane degli anni 2000: Francesca Schiavone, Flavia Pennetta e Sara Errani; per i tornei vinti in doppio con Sara Errani (di cui tutte le prove del Grande Slam) e per la finale indimenticabile raggiunta agli US Open 2015 contro Flavia Pennetta, ex collega del circuito, nonché amica e corregionale, dopo aver battuto, nel penultimo atto del torneo, la padrona di casa ed ex numero 1 del mondo Serena Williams.
Successi che tutti, più o meno, conoscono, di una ragazza cresciuta al Tennis Club Taranto e fortificatasi a metà tra il Tennis Club Parioli di Roma e il Country Time Club di Palermo, sotto la supervisione del suo storico coach Francesco Cinà.

3730927_RZZ_4407 Nel match di addio al tennis, giocato contro la tennista serba Aleksandra Krunić, la Vinci ha espresso il suo gioco gentile e garbato, quel tennis a cui ci ha sempre abituati e che mancherà a tutti gli appassionati: un rovescio in back delizioso, quasi impossibile da trovare in circolazione tra le giocatrici odierne; un gioco di volo e una padronanza nel tocco uniche, che solo la Vinci e poche altre elette vantano nel circuito WTA; una delle pochissime, se non la sola, ad andare serve and volley; insomma, un tennis di grazia, adattabile tanto al singolare, quanto al doppio. E i risultati ottenuti in carriera ne sono la prova.
Quel che mancherà di Roberta, oltre al lato meramente tecnico e professionale, è il lato umano, in particolare la sua spontaneità e la sua semplicità.
A fine match, il tributo del Pietrangeli, del suo angolo (familiari e parenti), del Presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi e di tutto il mondo del tennis, consapevoli della bontà di una giocatrice che ha portato tanto al tennis italiano e che finisce di scrivere in modo emozionante l’ultima pagina di una lunga carriera sportiva.

Fonti: foto de Il Messaggero di Rizzo/Toiati

Federico Bazan © produzione riservata

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