“Qual’è il tuo tennista preferito?” “Non ce n’è uno in particolare perchè mi piace cogliere le diverse sfumature di ognuno.”

                                       Tifosi di Nole Djokovic al Foro Italico

È bello immaginare che nel tennis tutti gli appassionati abbiano degli idoli, dei punti di riferimento; un po’ meno bello pensare che esista un solo giocatore degno di nota; è triste notare come l’ambiente legato al mondo del tennis, in passato caratterizzato da un vasto e disinteressato apprezzamento per tutti i grandi campioni, stia degenerando con la diffusione delle tifoserie.

Lo sport con la racchetta, che nasce come attività ludica praticata dalle élite aristocratiche, si sta evolvendo a poco a poco in un contesto di massa, nel quale, Federer e Nadal, secondo le più svariate considerazioni dei supporters, vengono etichettati come fossero squadre di calcio; in altre parole, o si tifa Nadal o si tifa Federer… trovare l’appassionato che adori incondizionatamente entrambi nella stessa misura, è cosa rara.

Purtroppo sono tante, troppe le critiche che, all’ordine del giorno, si scatenano sui social network nei confronti dei campioni di questo sport.
Si discute spesso sulla superiorità di un giocatore rispetto a tutti gli altri, quasi come se questi fosse un Dio e tutti gli altri non esistessero; si parla della presunta ma non dimostrata attribuzione (e sottolineo con particolare attenzione “non dimostrata”, in quanto coloro che accusano non hanno prove effettive) relativa alla disonestà con la quale alcuni giocatori in particolare, vincerebbero le partite adottando “scorciatoie” come il doping.
Non meno irrilevante è la credenza comune in base alla quale il tennis odierno non regali più quel divertimento, quelle emozioni che vi erano un tempo; questo perchè, a detta di molti, i giocatori e le giocatrici attuali sono tutti uguali nell’impostazione tecnica e monotematici nel gioco (e anche questo fatto è ampiamente discutibile…).

E’ raro, perciò, trovare appassionati che amino o, quantomeno ammirino, indistintamente, il gioco delle top ten del circuito WTA o dei top five del circuito ATP, a prescindere dal loro tipo di gioco, di carattere, di attitudini dentro e fuori dal campo.

Immaginare un mondo del tennis nel quale non vi siano confini tra i tifosi e gli appassionati significa immaginare bene, perchè non c’è niente di meglio che stravedere per la classe inarrivabile di Federer e al contempo ammirare la fisicità del gioco di Nadal così come apprezzare le bordate di Serena Williams, la forza di volontà della Sharapova e, nella stessa misura, la grinta della piccola Sara Errani (piccola si fa per dire).

Trovare un modo per elogiare i pregi di ogni campione, valorizzare l’esempio che egli da in campo e fuori dal campo, a prescindere dai possibili limiti fisici o caratteriali dei singoli, non farebbe altro che giovare all’immagine di uno sport originariamente nobile come il tennis.

Federico Bazan © produzione riservata

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