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L’Italia di Barazzutti batte la Gran Bretagna e approda in semifinale

Il quarto di finale di Coppa Davis tra Italia e Gran Bretagna, disputatosi nel Tennis Club Open di Napoli, ha offerto un grande spettacolo in tre giornate nelle quali i tifosi azzurri hanno sofferto per la propria squadra e gioito uniti alla propria squadra e soprattutto tre giornate nelle quali i nostri giocatori hanno dato il massimo per portare a casa un punto fondamentale, quello che ci consentirà di approdare in semifinale a settembre contro la Svizzera.
Da subito si sapeva che sarebbe stata dura vincere contro la formazione britannica composta dall’ex numero due del mondo Andy Murray, campione indiscusso e vincitore di Wimbledon nel 2013 ma la nostra Italia capitanata da Corrado Barazzutti ha dimostrato con il carattere che i dettagli non contano specialmente in una competizione tanto affascinante quanto stravagante come la Coppa Davis, nella quale i pronostici apparentemente più scontati possono esser facilmente ribaltati. Sul discorso relativo ai pronostici e alle cifre, basti pensare alla prima giornata del quarto di finale tra Francia e Germania nella quale il numero 50 del mondo Julien Benneteau è stato liquidato in soli tre set dal numero 96 Tobias Kamke o all’incontro tra Svizzera e Kazakistan in cui il fresco vincitore dell’Open d’Australia, nonchè numero 3 del mondo, Stanislas Wawrinka ha perso in modo piuttosto netto dal numero 64 del mondo Andrey Golubev per 7-6 6-2 3-6 7-6.
La Coppa Davis ha una storia a sè e le differenze in classifica tra i giocatori disputanti sono spesso ininfluenti. Al contrario, la superficie e il tifo sono due aspetti fondamentali per i tennisti: la superficie perchè fornisce al giocatore in campo un tennis più incisivo a seconda delle proprie caratteristiche tecniche; il tifo perchè rappresenta una carica emotiva in più per il giocatore stesso.

                                                 L’Italia in semifinale

Fognini ha portato a casa due punti “mettendoci la faccia”, come egli stesso ha affermato ai microfoni di Supertennis, e non due punti qualsiasi ma due vittorie una più vitale dell’altra. La prima contro James Ward, vinta in quattro set; la seconda contro il numero 1 della formazione britannica ovvero Andy Murray, match che alla vigilia sarebbe stato il più difficile e, per certi versi, quello decisivo in quanto avrebbe decretato pareggio italiano o vittoria inglese.
Il punteggio conclusivo della partita più importante di questo quarto di finale parla chiaro: 6-3 6-3 6-4 per Fogna sebbene la partita, aldilà dello score, abbia avuto sprazzi di grande tennis, scambi estenuanti da fondo campo e emozioni a mai finire per entrambi i giocatori, dalla rabbia incontrollabile dello scozzese alla gioia incontenibile del ligure a fine match.
Per adesso sono tre i titoli in carriera conquistati da Fabio ma la vittoria schiacciante contro Murray dimostra che Fognini ha tutti i requisiti per continuare a vincere tornei e diventare il migliore giocatore al mondo su terra battuta dietro Nadal e Ferrer.
Anche Seppi ha disputato un’ottima Coppa Davis e ha affermato, infatti, di aver trovato il suo miglior tennis dopo un periodo non positivo trascorso su cemento indoor e outdoor. Seppi ha avuto tutta la pressione sulle spalle nell’ultimo match contro Ward, quello che avrebbe decretato la vittoria di una delle due formazioni. Andreas non si è lasciato impensierire dal gioco dell’inglese e ha chiuso la pratica con un secco 3-0 regalando, così, all’Italia di Barazzutti un’altra vittoria importante, una vittoria che ci consente di volare in Svizzera e di affrontare nel prossimo mese di settembre la Nazione di Roger Federer.

                                                                                                                                                                                                    Federico Bazan © produzione riservata

Capitan Corrado Barazzutti: una figura vincente per il tennis italiano

Corrado Barazzutti ricopre il ruolo di capitano della Nazionale Italiana di Davis e di Fed Cup e, in quanto tale, ha la responsabilità di guidare la squadra maschile e femminile verso la vittoria. Il contributo di Barazzutti è fondamentale in funzione di tre aspetti:

  • dal punto di vista tecnico, poichè allena e prepara i giocatori in vista delle gare ufficiali. Capire su quale superficie si giochi e prendere di conseguenza confidenza con il campo serve per acquisire continuità nei colpi. I campi non sono tutti uguali ed è per questo che l’allenamento pre-gara serve per avere un’idea generale della superficie sulla quale si andrà a giocare;
  • dal punto di vista emotivo, tanto che, non di rado, si vede il capitano alzarsi dalla panchina ed incitare i suoi gridando: “Forza Fogna, dai!” o “Bravo Simone, grande!” e la cosa più bella è che le sue parole, per quanto forti e piene di grinta, rimbombano nelle cuffie dei telecronisti e si sentono da casa, indice del fatto che Corrado è anche un grande motivatore oltre che un tecnico di questo sport;
  • dal punto di vista strategico, in quanto per vincere non basta avere i talenti ma è necessario anche saperli sfruttare, ovvero indovinare la formazione migliore da schierare nei singolari e nei doppi. Contro l’Argentina di Jaite si è rivelata una mossa vincente far giocare a Fognini e a Bolelli il doppio, i quali ci hanno regalato tante emozioni e soprattutto il punto che ha consentito agli azzurri il sorpasso del 2 a 1; sfida che poi abbiamo vinto per 3-1 grazie a Fabio che ha avuto la meglio su Berlocq in 4 set.

                                                             Atmosfera Davis

L’atmosfera della coppa Davis e della Fed Cup ricorda molto quella che si respira nelle partite tra le Nazionali di calcio. L’incitamento è sempre molto sentito da tutti gli spettatori, i tifosi sostengono a gran voce i propri beniamini ed il bello di questo avvenimento sportivo è che i supporters di ogni Nazione conservano le proprie tradizioni anche nel tifo, oltre che nei colori della bandiera: gli australiani battono le mani congiuntamente e gridano: “Let’s go Rusty, let’s go!” (riferito a Lleyton Hewitt), gli argentini suonano i tamburi ed usano i fischietti, i cechi producono suoni d’incitamento con le trombette ecc.
L’aspetto tipico di un evento così importante come la Davis, ovvero il supporto dei tifosi nei confronti delle due squadre, fa sempre molto bene al tennis ma anche allo sport in generale perchè dona un’immagine positiva e sana della competizione; il tifo per la propria squadra non va tuttavia confuso con i fischi e gli insulti, atteggiamenti nocivi che nello sport spesso si verificano e che devono essere, in qualche modo, affrontati da chi li subisce. Non è un caso che nella prima trasferta per l’Italia disputatasi in Argentina a Mar Del Plata, il nostro Fabio Fognini abbia dovuto fare i conti con i fischi dei supporters albicelesti; il ligure è stato spesso stuzzicato dai tifosi argentini durante i propri turni di battuta e in tutte quelle occasioni in cui si apprestava a servire; per Fabio dunque era davvero complicato rimanere concentrato nel match.

     La vittoria in doppio degli azzurri a Mar Del Plata contro l’Argentina

Barazzutti sa benissimo che in questi casi occorre vedere il bicchiere mezzo pieno per dominare al meglio la situazione ed è bene, perciò, che il giocatore in campo non si lasci condizionare da fattori esterni, come può essere il mormorio continuo degli spettatori, un fallo di piede in un momento delicato, un warning inspiegabile ecc…
Di fronte ad un pubblico fastidioso generalmente si reagisce in due modi: ci si può innervosire, pur rischiando di perdere il match oppure, scelta migliore, si decide di affrontare a testa alta la situazione e di continuare a lottare per vincere. Fognini è stato superlativo da questo punto di vista, merito anche dei consigli di Capitan Barazzutti, perchè ha continuato a giocare bene fino alla fine andando a conquistare i due punti in singolare e anche quello in doppio con Bolelli che hanno consentito all’Italia di approdare ai quarti di finale.

Per quanto riguarda la Fed Cup, nel recente incontro con gli Stati Uniti, Barazzutti ha deciso di far giocare nel singolare Karin Knapp e Camila Giorgi mentre nel doppio Nastassja Burnett e Alice Matteucci, giovani e valide leve sulle quali contare. La gara di Fed Cup si è conclusa 3-1 per le nostre giocatrici che hanno disputato una grande prova sul cemento americano di Cleveland. Adesso ad attenderle ci sarà la Repubblica Ceca.
Congratulazioni dunque a Corrado Barazzutti, non solo per aver schierato in campo le formazioni giuste ma anche per aver dato spazio a giocatrici come la Giorgi e la Knapp che, nonostante l’inesperienza in Fed Cup, si sono fatte ben valere conquistando un punto importante e consentendo così all’Italia l’accesso alle semifinali di questa meravigliosa competizione mondiale a squadre.

Federico Bazan © produzione riservata

Semifinali di Coppa Davis

Atmosfera da urlo sugli spalti di Belgrado per la prima semifinale della Davis Cup tra Serbia e Canada; il tutto esaurito nell’arena della capitale serba, pubblico caloroso, gran numero di tifosi e incitamento molto sentito da parte dei supporters di casa ma anche da parte dei pochi sostenitori canadesi, venuti a Belgrado per vivere questo momento così emozionante ed importante come la Coppa Davis.
La prima partita è stata quella tra Novak Djokovic e Vasek Pospisil che si è conclusa agevolmente per il serbo in tre set. Il tennista di casa ha condotto il match in modo esemplare facendo affidamento alla regolarità, alla solidità da fondo campo e alle prime palle di servizio che gli hanno consentito di comandare gli scambi.
Pospisil ha pagato il fatto di giocare, in trasferta, contro il numero 1 del mondo e su una superficie dove il suo tipo di gioco fa fatica ad adattarsi ma ciò che ha deciso l’andamento del match sono stati più i meriti di Djokovic che non i demeriti del canadese.
Partita molto più combattuta è stata quella tra Janko Tipsarevic e Milos Raonic, vinta dal canadese al 5o set in 4 ore e 14 minuti di gioco. Un duello tra due giocatori completamente diversi, un bel contrasto di stili ha visto opposti il serbo ed il canadese per la quarta volta in carriera, dopo che entrambi si sono affrontati a Cincinnati, Tokyo e Chennai con Raonic sempre vincitore. Tipsarevic è un giocatore prevalentemente da terra battuta che preferisce palleggiare, giocare punto dopo punto e difendersi spesso due o tre metri fuori dal campo mentre il canadese è un giocatore che predilige le superfici veloci come il cemento considerato il tipo di gioco rapido, dinamico e basato su pochissimi scambi. Inoltre Raonic fa affidamento e chiede molto al proprio servizio in quanto, essendo molto veloce ed efficace, gli permette di fare ace o di chiudere con il dritto gli scambi senza dover ricorrere ad un palleggio serrato.
Il coraggio di Raonic ha prevalso sulla pazienza di Tipsarevic e, dopo un match interminabile fatto di vincenti e di ace, il canadese porta in parità il proprio team battendo il serbo con lo score finale di 5-7 6-3 3-6 6-3 10-8.
Il terzo match in programma, giocato sabato 14 settembre, è stato il doppio tra Ilija Bozoljac e Nenad Zimonjić contro Daniel Nestor e Vasek Pospisil. Se nel singolare i serbi sono più agevolati, se non altro per Djokovic che ha portato i due punti alla squadra, nel doppio i canadesi godono di un talento storico che è Daniel Nestor, classe 1972, vincitore di 8 titoli del grande slam, nonchè uno dei più forti doppisti di tutti i tempi. Match interminabile anche questo ma alla fine vinto dai canadesi al 5o set. Con questa vittoria, il Canada si è garantita il sorpasso: 2-1 per la formazione di Martin Laurendeau.
Domenica 15 settembre si sono disputati gli ultimi due incontri: Djokovic contro Raonic e Tipsarevic opposto a Pospisil.
Un Djokovic impressionante ha giocato concedendo le briciole ad un così ispirato Raonic che aveva vinto nella sua prima partita. Neanche il servizio è stato sufficiente ad aiutare il canadese, il quale non sapeva davvero cosa fare se non incappare nell’errore o subire i vincenti del serbo, com’è accaduto specialmente negli ultimi due set. La solidità e la regolarità di Djokovic si sono ancora una volta rivelate letali per il Canada. Il numero 1 del mondo ha chiuso la pratica con un secco 7-6 6-2 6-2 e ha riportato la Serbia in pareggio.

La gioia di Janko Tipsarevic davanti alla panchina serba, pronta a festeggiare la vittoria

Il match decisivo è stato dunque quello tra Tipsarevic e Pospisil. Malgrado la stagione non brillante in termini di risultati, il serbo è risultato sulla carta il favorito potenzialmente per il fatto che abbia avuto il pubblico dalla sua parte e abbia giocato sulla superficie a lui più congeniale mentre Pospisil, che ha avuto un 2013 all’insegna di buoni risultati come la semifinale al Master di Toronto, ha giocato una partita decisiva, con tutta la pressione sulle spalle e soprattutto reduce da un doppio durato 4 ore il giorno precedente.
Il match, per alcuni tratti lottato, se lo è aggiudicato Tipsarevic che ha superato il canadese in tre set con il punteggio di 7-6 6-2 7-6. A fine partita tutta la panchina in piedi e di corsa a travolgere di abbracci il proprio giocatore che ha regalato alla Serbia la finale di Davis.
Le condizioni di gara erano favorevoli ai serbi fondamentalmente per i seguenti motivi: giocavano in casa; il campo, peraltro molto lento, era in terra battuta e giocatori come Raonic e Pospisil non prediligono questo tipo di superficie essendo nati e cresciuti sul veloce; la formazione serba era composta dal numero 1 del mondo Novak Djokovic e da Janko Tipsarevic, giocatore più anziano ma senz’altro più esperto rispetto al giovanissimo Vasek Pospisil.

La seconda semifinale della Davis Cup si è svolta nell’O2 Arena di Praga tra Repubblica Ceca ed Argentina. L’atmosfera anche qui, come a Belgrado, è sempre molto calda grazie ad un pubblico festoso, entusiasta e voglioso di incoraggiare a gran voce i propri beniamini. Jaroslav Navratil, coach della Repubblica Ceca, ha schierato Tomas Berdych, Radek Stepanek, Lukas Rosol e Jiri Vesely mentre l’Argentina ha risposto con Juan Monaco, Leonardo Mayer, Horacio Zeballos e Carlos Berlocq.
Inutile dire che la formazione favorita fosse quella ceca, non solo per il tipo di superficie come il cemento indoor che si adatta maggiormente al gioco offensivo di Berdych e al serve and volley di Stepanek ma soprattutto per l’assenza del numero 1 albiceleste Juan Martin Del Potro dovuta, secondo alcune voci, a discussioni tra il giocatore di Tandil e la federazione argentina in merito alla semifinale di Davis.
Il primo incontro è quello che, secondo le aspettative, sarebbe dovuto essere il più combattuto. A contendersi il primo punto sono stati Radek Stepanek, numero 2 della Repubblica Ceca e gran lottatore specialmente in competizioni come la Davis Cup e Juan Monaco, numero 1 nelle file argentine. Il match, particolarmente equilibrato nel primo set, ha poi preso un’unica direzione con Stepanek che l’ha spuntata con autorità per 7-6 6-3 6-2. 1-0 per la formazione di Navratil.
Il secondo match in programma ha visto Tomas Berdych, giocatore più forte della squadra di casa, affrontare il numero 83 del mondo Leonardo Mayer. Berdych, a parte qualche incertezza di troppo nel secondo set, ha superato l’argentino per 6-4 4-6 6-3 6-4 e ha così consolidato il vantaggio del proprio team.
Il doppio, giocato sabato 14 settembre, è stato il match decisivo per la Repubblica Ceca che ha avuto la meglio sulla formazione di Martin Jaite. La coppia Berdych Stepanek si è rivelata imbattibile anche in doppio contro Zeballos e Berlocq; partita dominata dai cechi per 6-3 6-4 6-2.
Un 3-0 pesantissimo inflitto dalla formazione di Navratil all’Argentina, porta dunque la Repubblica Ceca in finale per il secondo anno consecutivo. L’anno scorso, in finale, i cechi avevano eliminato a Praga la Spagna di Alex Corretja; quest’anno affronteranno la Serbia di Novak Djokovic, capitanata da Bogdan Obradovic nel prossimo ed ultimo atto della Coppa Davis.

Federico Bazan © produzione riservata