Semifinale serie A1: Circolo Canottieri Aniene contro Park Tennis Club Genova

                        Con Alessandro Nizegorodcew, telecronista di SuperTennis Tv e direttore di Spazio Tennis

Il Circolo Canottieri Aniene, fondato nel lontanissimo 1892, è uno degli impianti sportivi più antichi di Roma e con più tradizione alle spalle insieme al Tennis Club Parioli.
Quest’anno la serie A ha visto protagoniste la formazione dell’Aniene composta da Flavio Cipolla, il veterano Vincenzo Santopadre, Simone Vagnozzi e il giovanissimo Matteo Berrettini, classe ’96, opposta al Park Tennis Club di Genova, formato da Fabio Fognini, il neo acquisto iberico Pablo Andujar, Enrico Wellenfeld e gli astri nascenti Alessandro Ceppellini e Gianluca Mager, classe ’94, già numero 450 del mondo a soli 19 anni.

Il ritorno sul campo di un Vincenzo Santopadre ad alti livelli è stato qualcosa di sensazionale soprattutto per la voglia, la passione e il cuore che un ex giocatore, all’età di 43 anni, ha contribuito a dare alla sua squadra in questa competizione sportiva.
Il gioco classico, il servizio stilisticamente non lontano da quello di McEnroe (non lontano perchè impostati con una tecnica simile, entrambi mancini sebbene McEnroe si inarcasse maggiormente servendo quasi spalle alla rete), il dritto con poca rotazione, il rovescio in back e le discese a rete sono le caratteristiche tecniche che da sempre lo hanno distinto e che anche oggi ha mostrato con una grinta non indifferente; Santopadre, pur essendo un giocatore di altri tempi, ha tenuto filo da torcere ad un giovanissimo e promettentissimo Gianluca Mager, giocatore provvisto di un servizio che viaggia e supera i 200 km/h e di colpi piuttosto pesanti da fondocampo.
Il risultato finale registra un 6-4, 6-2 in favore di Mager ma, nonostante il netto vantaggio nel primo set per 5 giochi a 2, Santopadre ha rimontato due game con caparbietà. Una rimonta tuttavia insufficiente, in quanto la freschezza del giocatore del Park Tennis Club ha prevalso sull’esperienza e l’età del veterano di casa.

La seconda partita ha visto sfidarsi Berrettini e Wellenfeld in un incontro nel quale il giovane talento azzurro dell’Aniene ha da subito preso in mano le redini degli scambi premendo da fondo con un gioco arrotato che ha costretto Wellenfeld a ricorrere ad un tennis prevalentemente difensivo. L’aggressività, gli schemi offensivi e le accelerazioni premiano Berrettini che, con un netto 6-2, 6-4, conquista il punto del pareggio.

Il terzo match in programma è quello tra Simone Vagnozzi e il tennista iberico, attuale numero 41 del ranking ATP, Pablo Andujar. Lo spagnolo ha imposto il suo gioco dominando nettamente Vagnozzi con il punteggio di 6-1, 6-0 e lasciando trasparire molta sicurezza nei propri mezzi.
Da sottolineare inoltre la grinta che ha mostrato durante tutto il corso della semifinale, tanto nel singolare quanto nel doppio. Andujar, allo stesso modo dei colleghi connazionali Nadal e Ferrer, rappresenta indiscutibilmente un grande esempio di professionalità per il livello di tennis che riesce ad esprimere in competizioni come la serie A italiana e per il trasporto che dimostra dentro e fuori dal campo, a prescindere dalle condizioni di gioco o dai fattori esterni come può essere appunto la serie A giocata in un Paese che non è il suo.

 Mi piace definire Fognini con cinque parole: talento, naturalezza, fluidità, genio e follia

Il quarto incontro, rispetto a quelli già disputati, è stato il più lungo. Flavio Cipolla e Fabio Fognini hanno lottato entrambi punto dopo punto, specialmente nel secondo set dove il livello di tennis ha raggiunto l’apice dell’agonismo e dello spettacolo.
Il primo parziale è stato a senso unico per il tennista di casa che ha totalmente mandato fuori palla un Fognini poco brillante e piuttosto falloso. Si è concluso agevolmente per 6 giochi a 1 in favore del tennista romano.
Nel secondo è iniziata la vera battaglia. Scambi intensi hanno visto Fognini attaccare cercando di muovere il più possibile Cipolla con il dritto a sventaglio giocato sul suo backspin, con accelerazioni alternate da una parte all’altra del campo e con soluzioni volte a mandare fuori dal campo l’avversario per poi cercare il vincente.
La solidità impressionante di Cipolla ha fatto sì che Fognini incappasse facilmente nell’errore; il tennista romano, che predilige un gioco difensivo impostato su colpi in back spin e dritti carichi di spin, giocati uno o due metri sopra la rete, ha costretto Fognini a tirare sempre quel vincente in più per fare il punto.
Il ligure ha trovato una maggiore continuità nel secondo parziale ma, per raggiungerla, ha dovuto adottare soluzioni diverse: dei cross stretti, una maggiore propensione alla rete e qualche palla corta sono state le giocate alternative di Fognini volte a rompere il “tergicristallo difensivo” del tennis di Cipolla.
Nel terzo set, un Fognini piuttosto rinunciatario, consente all’avversario di issarsi 5 a 0 senza troppi problemi. Il ligure gioca gli ultimi due game con più concentrazione ma ormai è troppo tardi per tentare quella che sarebbe stata una rimonta disperata.
Sotto il profilo caratteriale, è interessante sottolineare l’atteggiamento positivo di Cipolla, mai rinunciatario e sempre molto generoso. E’ il giocatore che ha percorso più metri nell’arco dell’intera competizione sportiva e colui che, insieme a Berrettini, ha regalato i due punti alla sua squadra.
Dall’altro lato, un Fognini numero 20 del mondo, non è riuscito ancora a trovare la sua giusta dimensione, quella dimensione che lo ha distinto nel 2013 per delle qualità inedite del suo tennis, mai più ripetutesi.
Risultato finale: 6-1, 6-7, 6-2 per Cipolla.

Gli ultimi due incontri sono stati i doppi. Da una parte Cipolla e Santopadre contro Andujar e Ceppellini e dall’altra Berrettini e Vagnozzi opposti a Fognini e Mager.
Cipolla e Santopadre dominano con autorità Andujar e un ottimo, seppur inesperto, Ceppellini che ha tirato fuori dal cilindro accelerazioni di dritto notevoli.
Bellissimo l’atteggiamento di Andujar che incitava ad ogni punto il suo compagno di squadra. Lo spagnolo, oltre ad essere un giocatore determinato, è una persona molto altruista e questa sua generosità la si è vista proprio nel doppio dove ha sempre tirato su di morale un giocatore giovanissimo come Ceppellini, vistosamente emozionato per la partecipazione ad un evento così prestigioso come la serie A.

Berrettini conferma il suo stato di grazia battendo Fognini in doppio e regalando così all’Aniene una prestazione fuori dal comune per un giovane talento come lui.

Il Circolo Canottieri Aniene approda in finale dove affronterà il Tennis Club Genova 1893 per contendersi il trofeo della serie A italiana.

Federico Bazan © produzione riservata

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