Video analisi: capire i propri errori per rendere il tennis più facile

Effettuare una video analisi su se stessi può essere molto utile per individuare eventuali difetti del proprio gioco che non si sapeva nemmeno di avere. Grazie ad una ripresa video ben fatta, infatti, scopriremmo cosa sia preferibile migliorare del nostro tennis. Riguardandoci e, nel fare caso a determinati movimenti, ci accorgeremmo di alcuni errori:

– di tipo tecnico: tra i più comuni vi è il trasferimento del peso del corpo non protratto bene in avanti. Spesso si preferisce aspettare quell’istante in più per giocare la palla mentre scende, anziché cercare di prenderla in anticipo mentre sale. Posticipando di qualche secondo l’impatto della palla con il piatto corde, capita di andare all’indietro con il busto per compensare il ritardo nell’esecuzione, perdendo gran parte dell’energia e dell’efficacia sul colpo prodotto.
Un’altra lacuna tipica dei tennisti amatoriali è: strappare il movimento eseguendo una torsione del tronco anticipatoria, con l’obiettivo di spingere la palla. Il risultato è spesso il contrario di quello desiderato: ruotare il tronco preventivamente impedisce una corretta estensione, dove estensione significa colpire “attraversando la palla in orizzontale”.
La rotazione e l’estensione del tronco sono due componenti favorite dalle impugnature:Facce del manico e impugnature sul fondamentale del dritto, ad esempio, impugnare eastern (il palmo della mano è disposto dietro il manico della racchetta, “a stretta di mano”) facilita la produzione di velocità lineare e il movimento orizzontale dell’attrezzo. Impugnare western (il palmo della mano è disposto sotto il manico della racchetta, sono visibili solo le nocche delle dita), al contrario, induce una torsione del tronco nata per compensare la mancanza di velocità lineare. Con una eastern, sarà più facile spingere verso l’avanti, mentre più difficile effettuare una buona rotazione; con una western, invece, sarà più agevole produrre un colpo in top spin ma più complicato generare una traiettoria lineare. Ogni giocatore ha il suo tipo di gioco e usa la propria impugnatura: non ne esiste una migliore di un’altra in modo assoluto.
La presa della mano sul manico incide sul movimento di preparazione e di accelerazione; di conseguenza, anche sul tipo di traiettoria che si produce (traiettoria piatta, in top spin e in back spin). Una continental e una eastern favoriscono la produzione di traiettorie in back spin e piatte, mentre grip più aperti, come una semi-western e una western, facilitano la produzione di rotazioni in top spin e parabole più alte sopra alla rete.
Un altro elemento abbastanza diffuso, tra gli appassionati di tennis, è l’impatto leggermente arretrato (tipico di chi si appoggia al colpo dell’avversario), un aspetto non necessariamente negativo, ma sicuramente, impattando la palla in posizione leggermente arretrata rispetto alla linea del baricentro, diventa difficile creare una buona accelerazione, in uscita, sul colpo giocato.
Ad alcuni giocatori, infine, capita di trovarsi la palla troppo addosso e di giocarla non disponendo di una distanza laterale adeguata tra il corpo e l’attrezzo; questo è un problema che nasce dal non riuscire a governare il proprio assetto braccio-racchetta e che limita, pertanto, la spinta sulla palla.

– di tipo motorio: primo fra tutti, l’assenza di un piegamento ideale degli arti inferiori, che può essere determinata dalla mancanza di decontrazione muscolare ma anche dalla pigrizia di abbassare il proprio baricentro per poi distendersi in direzione della palla. Piegare le gambe, in realtà, non è sempre essenziale per ogni soluzione tecnica. Si può anche imparare a far correre veloce il braccio rimanendo in posizione statica. Il fatto, però, è che bisogna avere molta facilità e direzionalità con il proprio arto dominante, altrimenti la palla non va avanti.
Anche gli spostamenti laterali e frontali possono non essere eseguiti correttamente. Arrivare sulla palla e rimandarla nel campo dell’avversario non significa necessariamente aver compiuto i passi nel modo migliore. Una frazione di secondo, in ritardo o in anticipo, rende il nostro colpo approssimativo e non performante. Inoltre, potrebbe essere utile eliminare movimenti improduttivi: per esempio, effettuare spostamenti in più del dovuto per ricercare la palla. Questi, oltre a costare un maggiore dispendio di energie, non aggiungono alcuna efficacia al colpo giocato.

di studio della palla: la valutazione del rimbalzo, della traiettoria e della rotazione è data dal contatto visivo sulla palla, nel lasso di tempo che precede la preparazione del colpo. A volte, però, una valutazione errata del rimbalzo non consente al tennista di organizzare al meglio l’apertura, il movimento lineare dell’attrezzo e il finale. Quello che ne consegue, è un impatto decentrato che determina un dritto o un rovescio mal eseguito.

Tenendo conto di questi possibili difetti, ho effettuato una video analisi sui miei colpi da fondo campo per capire cosa funzioni in modo naturale e cosa, invece, cercare di migliorare.
A seguire, potete visualizzare le riprese che ho fatto durante gli allenamenti. Nel primo video, palleggio a fondo campo con uno sparring per cercare, il più possibile, continuità, precisione e regolarità; nel secondo video mi alleno, sempre a fondo campo, con un maestro che sta a rete. Buon metodo per attivare, sulle sue volèe, gli arti inferiori e cercare di spingere la palla in una frazione di tempo breve tra un colpo e l’altro.


Fonti d’ispirazione dell’articolo: Manuale del Minitennis, fase di avviamento;
Fonti video: canale Youtube personale Il Mondo del Tennis.

Federico Bazan © produzione riservata

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