Fabio Fognini: una personalità impulsiva o riflessiva?

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                                                     L’istinto ribelle di Fognini in campo

A giudicare dalle reazioni in campo, talvolta spropositate, viene da pensare che un giocatore come Fognini abbia un carattere impulsivo. Racchette a terra, urla, imprecazioni, parolacce fanno parte del suo repertorio negativo, ovvero l’atteggiamento in campo.

Ma Fabio non è solo questo. Dando, infatti, uno sguardo all’altra faccia della medaglia, ossia il lato positivo del ligure, ne troviamo un talento immenso, una capacità di accelerare la palla con assoluta no chalance, una varietà di gioco espressa attraverso un tennis da fondo campo, prevalentemente in top spin ma anche alternato a recuperi in back spin. Fognini è provvisto di una mano che gli consente di realizzare giocate di fino; ha la qualità di venire avanti a prendersi il punto con caparbietà, che sia con la volèe, lo schiaffo al volo o lo smash; disegna traiettorie cariche di spin con un dritto veloce e mascherato. Il rovescio è un colpo che ha perfezionato negli anni, più efficace, specialmente se giocato sul lungolinea. Il servizio è il suo tallone di Achille, se così si può definire.

Il Fognini del 2013 valeva potenzialmente tra i primi cinque del mondo sulla terra battuta. Vinse l’ATP 250 di Stoccarda, l’ATP 500 di Amburgo e perse in finale nell’ATP 250 di Umago nel giro di due settimane come nessun altro, ad eccezione di Juan Martin Del Potro, era riuscito a fare consecutivamente in tornei disputati uno dietro l’altro (con la differenza che l’argentino ha vinto anche il terzo). Sconfisse con una certa autorevolezza giocatori del calibro di Tommy Haas, Philipp Kohlschreiber, Tomas Berdych e Richard Gasquet, battuti tutti quanti sul rosso in un’annata pazzesca disputata da un Fognini più unico che raro.

L’anno dopo, però, il ligure ha cominciato ad assaporare l’amaro della sconfitta contro giocatori dalla classifica nettamente inferiore alla sua (tra questi Rosol, Krajinovic, Pouille, Mannarino), non riuscendo più a trovare la sua giusta dimensione, commettendo errori in partita sia tecnici che comportamentali, spesso anche evitabili.

Ma il carattere di Fognini è esclusivamente impulsivo o è anche riflessivo? L’indole emotiva rende senz’altro Fabio un istintivo per natura, almeno sul rettangolo di gioco. Se però ci soffermassimo sul suo modo di giocare, ci accorgeremmo come il ligure sia molto riflessivo in quello che fa. Il tennis di Fognini infatti, segue sempre una logica nella costruzione del punto, aldilà dell’esito finale del proprio colpo. Fabio è un giocatore dinamico, rapido negli spostamenti, dal braccio veloce… ma dal carattere ribelle. Più lo esortano a comportarsi in un modo, più tende a rimanere se stesso.

Federico Bazan © produzione riservata

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