Archivio mensile:aprile 2014

Atp 500 di Barcellona 2014

Il torneo Godò di Barcellona ospita ogni anno, su terra battuta, i migliori giocatori del rosso nel Real Club de Tenis Barcelona che da tradizione è terreno di conquista spagnola. Quest’anno a rompere la lunga serie di trionfi di Rafa Nadal, che si è imposto in questo torneo per ben 8 volte consecutive, dal 2005 al 2013 (ad eccezione del 2010 in cui non giocò il torneo), è stato il nipponico Kei Nishikori, testa di serie numero 4 del tabellone. Il giapponese è riuscito ad arrivare in finale battendo tra gli altri Marin Cilic e Ernests Gulbis ed eliminando nell’ultimo atto, con un comodo 6-2 6-2, Santiago Giraldo.

                        Primo successo sul rosso per il nipponico Kei Nishikori

Giraldo, numero 65 del ranking Atp, ha giocato un buon torneo proveniendo dal primo turno. In semifinale il colombiano ha estromesso il numero 24 del mondo Nicolas Almagro, dopo che quest’ultimo era riuscito nell’impresa di battere per la prima volta in carriera Rafael Nadal su ben 10 scontri diretti vinti dal maiorchino.
Torneo strano per l’esito finale e per il fatto che nessuna tra le prime 3 teste di serie del tabellone sia arrivata in semifinale: Fognini, testa di serie numero 3, si è infortunato e ritirato; Ferrer, testa di serie numero 2, è stato eliminato sorprendentemente al secondo turno da Gabashvili; Nadal, numero 1 del torneo e del mondo, è stato sconfitto del tutto inaspettatamente dal connazionale Almagro.
Il campione di Manacor ha detto in conferenza stampa che non è riuscito a sfruttare le chance e i break point a sua disposizione e che, nonostante abbia comandato il match per tutto il primo set, ha perso l’occasione di superare Almagro nel secondo set al tie break ed aggiudicarsi così l’incontro. Risultato finale: 2-6 7-6 6-4 per Almagro.

Il murciano, nonostante il successo brillante archiviato contro Nadal, continua ad avere problemi quando si tratta di giocare partite decisive come la semifinale contro Giraldo, giocatore nettamente inferiore rispetto ad Almagro in classifica. Resta un tabù per lo spagnolo, chissà se perchè si accontenta dei propri risultati o perchè proprio non riesce a trovare la continuità necessaria nel rendimento…
Giraldo ha raggiunto la sua seconda finale in carriera dopo quella a Santiago del Cile nel 2011 dove perse da Tommy Robredo e, grazie a questa progressione realizzata nel torneo di Barcellona, si piazza alla 47esima posizione del ranking Atp.
Grande passo in avanti per Kei Nishikori che vince il torneo Godò e che conquista il suo primo titolo Atp sulla terra battuta guadagnando la posizione numero 12 della classifica mondiale.

                                                                                                                                                                                                    Federico Bazan © produzione riservata

Wta Premier di Stoccarda 2014

                                                       Locandina del Premier Wta di Stuttgart

Il Porsche Tennis Grand Prix è il torneo femminile che ogni anno, in vista del Roland Garros e prima degli Internazionali di Roma, si disputa nella Porsche Arena di Stoccarda su terra battuta indoor.
La campionessa in carica è Maria Sharapova che si è imposta tre volte consecutive, dal 2012 ad oggi battendo in finale Victoria Azarenka (2012), Li Na (2013) e Ana Ivanovic (2014).
Quest’anno la russa ha affrontato nell’ultimo atto del torneo Ana Ivanovic, numero 12 del mondo che, nonostante la sconfitta, ha dato filo da torcere alla siberiana.
Il primo set se l’è aggiudicato agevolmente la Ivanovic per 6-3. Molto consistente il gioco della serba: ace e prime di servizio in slice a costruire, ottimo controllo e gestione di palla con il dritto, rovesci lungolinea vincenti e colpi in back molto insidiosi da parte della Ivanovic, non hanno permesso alla Sharapova di comandare gli scambi da fondo campo nell’arco del primo set e parte del secondo.

                                         Maria Sharapova e la sua Porsche

La russa, inizialmente titubante e poco incisiva, ha ribaltato in suo favore l’inerzia del match non appena la Ivanovic ha cominciato a servire più seconde palle e a fare continuamente “il tergicristallo” sulle accelerazioni dell’avversaria.
Il secondo set ha decretato l’andamento finale. La Sharapova ha ritrovato il suo tennis, ha innalzato il livello di gioco mettendo a segno più vincenti e ha brekkato la serba incamerando il secondo set per 6-4.
Nel terzo parziale la Ivanovic si è disunita, consapevole della crescita piuttosto evidente della sua avversaria, consentendo così alla russa di prendere il volo, vincere comodamente il terzo set per 6-1, alzare al cielo il trofeo dopo un anno di distanza e soprattutto confermare quel periodo di forma che tanto le è mancato nel 2013 dopo il Roland Garros, un anno critico per la Sharapova in termini di infortuni.
Il penultimo torneo vinto dalla russa risaliva proprio al Premier di Stoccarda del 2013, nel quale battè per 6-4 6-3 l’attuale numero 2 del mondo, Li Na.
La campionessa di Njagan, oltre al montepremi, ha avuto in regalo una Porsche che l’anno scorso regalò al fidanzato Grigor Dimitrov. Chissà che se ne farà quest’anno…
Da sottolineare comunque, oltre ad una Sharapova rinata e ritrovata nel suo gioco, una Ivanovic che esce a testa alta da un torneo in cui ha eliminato in sequenza Lisicki, Goerges, Kuznetsova e Jankovic dando la sensazione di tornare a sprazzi la campionessa del 2008, anno nel quale la serba vinse il suo primo e, fin’ora, unico torneo del grande slam sulla terra rossa di Parigi.

                                                                                                                                                                                                     Federico Bazan © produzione riservata

L’Italia di Barazzutti batte la Gran Bretagna e approda in semifinale

Il quarto di finale di Coppa Davis tra Italia e Gran Bretagna, disputatosi nel Tennis Club Open di Napoli, ha offerto un grande spettacolo in tre giornate nelle quali i tifosi azzurri hanno sofferto per la propria squadra e gioito uniti alla propria squadra e soprattutto tre giornate nelle quali i nostri giocatori hanno dato il massimo per portare a casa un punto fondamentale, quello che ci consentirà di approdare in semifinale a settembre contro la Svizzera.
Da subito si sapeva che sarebbe stata dura vincere contro la formazione britannica composta dall’ex numero due del mondo Andy Murray, campione indiscusso e vincitore di Wimbledon nel 2013 ma la nostra Italia capitanata da Corrado Barazzutti ha dimostrato con il carattere che i dettagli non contano specialmente in una competizione tanto affascinante quanto stravagante come la Coppa Davis, nella quale i pronostici apparentemente più scontati possono esser facilmente ribaltati. Sul discorso relativo ai pronostici e alle cifre, basti pensare alla prima giornata del quarto di finale tra Francia e Germania nella quale il numero 50 del mondo Julien Benneteau è stato liquidato in soli tre set dal numero 96 Tobias Kamke o all’incontro tra Svizzera e Kazakistan in cui il fresco vincitore dell’Open d’Australia, nonchè numero 3 del mondo, Stanislas Wawrinka ha perso in modo piuttosto netto dal numero 64 del mondo Andrey Golubev per 7-6 6-2 3-6 7-6.
La Coppa Davis ha una storia a sè e le differenze in classifica tra i giocatori disputanti sono spesso ininfluenti. Al contrario, la superficie e il tifo sono due aspetti fondamentali per i tennisti: la superficie perchè fornisce al giocatore in campo un tennis più incisivo a seconda delle proprie caratteristiche tecniche; il tifo perchè rappresenta una carica emotiva in più per il giocatore stesso.

                                                 L’Italia in semifinale

Fognini ha portato a casa due punti “mettendoci la faccia”, come egli stesso ha affermato ai microfoni di Supertennis, e non due punti qualsiasi ma due vittorie una più vitale dell’altra. La prima contro James Ward, vinta in quattro set; la seconda contro il numero 1 della formazione britannica ovvero Andy Murray, match che alla vigilia sarebbe stato il più difficile e, per certi versi, quello decisivo in quanto avrebbe decretato pareggio italiano o vittoria inglese.
Il punteggio conclusivo della partita più importante di questo quarto di finale parla chiaro: 6-3 6-3 6-4 per Fogna sebbene la partita, aldilà dello score, abbia avuto sprazzi di grande tennis, scambi estenuanti da fondo campo e emozioni a mai finire per entrambi i giocatori, dalla rabbia incontrollabile dello scozzese alla gioia incontenibile del ligure a fine match.
Per adesso sono tre i titoli in carriera conquistati da Fabio ma la vittoria schiacciante contro Murray dimostra che Fognini ha tutti i requisiti per continuare a vincere tornei e diventare il migliore giocatore al mondo su terra battuta dietro Nadal e Ferrer.
Anche Seppi ha disputato un’ottima Coppa Davis e ha affermato, infatti, di aver trovato il suo miglior tennis dopo un periodo non positivo trascorso su cemento indoor e outdoor. Seppi ha avuto tutta la pressione sulle spalle nell’ultimo match contro Ward, quello che avrebbe decretato la vittoria di una delle due formazioni. Andreas non si è lasciato impensierire dal gioco dell’inglese e ha chiuso la pratica con un secco 3-0 regalando, così, all’Italia di Barazzutti un’altra vittoria importante, una vittoria che ci consente di volare in Svizzera e di affrontare nel prossimo mese di settembre la Nazione di Roger Federer.

                                                                                                                                                                                                    Federico Bazan © produzione riservata